Death Bell
19/12/2010
Inizia col ciclo di una studentessa e finisce con la più sconclusionata delle vendette, ma tante idee sono azzeccate. Tutte le icone dell’horror orientale ci sono, comprese le solite facilonerie derivate. Ma qualcosa si muove, e ogni volta che ci sembra di essere arrivati a una conclusione ecco un nuovo gap narrativo che non ci possiamo spiegare -forse lo sceneggiatore si sta fancendo le stesse domande. Più matura la direzione che la scrittura.
“Dove andrai adesso?” “Alla mensa”

