A Serbian Film

17/12/2010

“Le vittime vendono. Le vittime sono la cosa più venduta a questo mondo”

Pesante come un liquore acido o il peggiore degli incubi freudiani. Freddo, nichilista e senza speranze. Finalmente qualcuno ha unito il gusto proto- snuff ultra-gore (‘a la August Underground) con la massima attenzione per il contenuto cinematografico e sociale. Tutto col giusto budget naturalmente.
Il finale affronta in maniera prevedibile  e retorica il senso di colpa.

Lo considero il primo grande film di genere della nuova decade. Sicuramente non lo vedrò ma più.

PS

Così il regista Srdjan Spasojevic spiega il significato del suo film: “This is a diary of our own molestation by the Serbian government… It’s about the monolithic power of leaders who hypnotize you to do things you don’t want to do. You have to feel the violence to know what it’s about.” (‘A Serbian Film’ Shocks Midnight Audiences At SXSW)

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