Black Swan

09/01/2011

Sembra emozionare poi ricade, si muove sinuoso come le gambe di una ballerina, trova lo slancio, si affloscia, ricade su se stesso. Alcune immagini sono ariosoe e ricche, altre sembrano prese da uno spot pubblicitario di cosmetici. Si raggiunge l’estasi drammatica, e un CGI fuori posto irrompe a imbrattare l’opera. Il cigno bianco, il cigno nero, insieme si amalgamano nel grigio.
La pellicola ha ricevuto numerosi consensi e critiche positive. Non so, il parere di chi scrive è che, come il resto della filmografia di Aronofsky, non solo parta da presupposti pretestuosi, ma li sviluppi esattamente alla maniera di Hollywood. Non basta un’attrice eccelsa -questo lo si può dire- per fare un film. La psiche della ballerina protagonista rimane bloccata in uno scontro manicheo e bozzettistico. Bianco e nero, appunto, il pubblico americano non ammette sfumature. I suoi valori positivi scivolano via in complessi negativi, sperimenta esperienze che minano la sua fragilità.
Il finale è quanto di più pacchiano si potesse immaginare: il CGI irrompe, i movimenti della mdp sono circolari e isterici. L’indagine psicologica si confonde con lo spettacolo misero e superficiale messo in scena da uno dei registi odierni più sopravvalutati.
Altro esempio di tale pedanteria pseudo-psicologica la vicenda sessuale che fa da sfondo. Nina sperimenta il proprio corpo, impara a conoscerlo, ma, esattamente come il suo lato nero, non lo conosce fino in fondo. La sua natura le è sempre stata velata -causa madre iperprotettiva, guarda un po’ che cliché- e quando esplode è una scena interrotta di masurbazione e qualche carezza saffica con Mila Kunis. La macchina del cinema americano, basata sul MOSTRARE, qui si blocca, nasconde ciò che è inadatto per il pubblico di massa. Quando invece c’è da mettere in scena beceri trucchetti di computer ecco che la macchina riparte in tutta la sua magniloquenza per descrivere una vicenda che, se trattata in modo più minimalista e profondo, sarebbe stata di gran lunga più interessante.
Con questo non voglio additare Black Swan come un brutto film, tra le produzioni mainstream brilla per molte qualità tecniche e artistiche. Solo penso che sia questione di prim’ordine ridimensionarne la portata.

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