The Book of Revelation

06/02/2011

-“It’s easy to seduce an audience with sex.
-It seems to work.
I want to go beyond that.
-But you want us to dance without emotion.
I want you to dance without Ego”

Le prime parole del film sono una dichiarazione di intenti. Daniel, ballerino classico, viene rapito da tre donne e violentato, per essere liberato due settimane dopo. Si mette alla ricerca di queste, ma l’ossessione lo guida lontano dal mondo e da se stesso, nella gelida gabbia della paura e della vendetta.

Il film rappresenta i segreti e il non-detto della vita di Daniel, la sua vacua ricerca, i falsi propositi e l’anelito alla rinascita del prorio ego. Tutti obiettivi irraggiungibili senza una visione chiara e limpida per ricostruire i fatti. Il Vero rimane così sedato e travestito di apparenza e sospetto.

Non ci sono risposte nel plot, ci sono indizi che sbiadiscono nella memoria lasciando un posto vuoto e da colmare. La violenza che nasce da questa assenza è l’unico dei finali possibili. Poi c’è solo la speranza della comprensione.

Il Libro della Rivelazione (Apocalisse di Giovanni) contiene la promessa messianica dell’avvento del regno escatologico. Qui l’unica vera promessa è una coscienza tesa all’ascolto di un’umanità muta nei confronti del prorio collasso e ignorante della verità delle cose.

You started at the end. Please, come back to the beginning.

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