Hatchet 2

08/04/2011

Il primo Hatchet colpiva nel segno per la fantasia dei momenti gore, il ripasso di tutti i clichè slasher dei mitici ’80 e una dose di humor tamarro\americano. Ma più che questi elementi e gli slogan di “american old school horror” era la regia di Green che piaceva: sempre consapevole, anche difronte al momento recitativo più basso e inesattezze stilistiche. Tutto, insomma, era voluto e disposto ad arte. Hatchet 2, dello stesso Green, fa lo stesso, allo stesso modo, riprendendo esattamente da dove era arrivato.

Dove prima c’era originalità ora c’è la regola, prima venivamo stupiti da un’improvvisa ondata di sangue adesso la aspettiamo, e si fa attendere! Più di metà film narra la preparazione al massacro, concentrato nell’ultima mezz’ora.

Insomma, Green ha già dimostrato la sua maturità stilistica, l’ha fatto con l’agghiacciante Frozen; qui, forse per cause di buisness, ha dovuto fare un passo indietro per indagare su un cammino già tracciato. Spero solo che riesca a portare avanti anche lavori più personali.

Victor Crowley, intanto, è leggenda.

Una Risposta to “Hatchet 2”


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