La Meute

10/04/2011

Il cinema di genere francese si è distinto negli ultimi anni per intraprendenza produttiva e creatività. Nonostante quache passo falso, vedi Martyrs, ci ha proposto pellicole diverse ma marchiate da analoghe istanze qualitative. Ils, A’ L’Interieur, La Horde, Frontiers segnano momenti -seppur su livelli diversi- davvero memorabili.

La Meute si colloca agli antipodi di questi discorso, ovvero quando la creatività diventa prassi e maniera e il genere si cristallizza in momenti e cliché codificati. Inizia con un sequestro, segue la parte torture movie, improvvisamente irrompe il sovrannaturale, e un bel finale da survival movie ‘a la Carpenter vecchio stile. Insomma, le stesse svolte assolutamente prive di senso che qualificavano anche il sopravvalutato Martyrs. La messinscena è banalissima, procede incoerente percorrendo via via tragitti già tracciati da altri e alternando di scena in scena le referenze: carpentiano l’inizio e il finale, con numerose citazioni western (genere caro al maestro americano a cui si è spesso rifatto per stilemi e drammaturgie). La parte centrale fa l’occhiolino a Hostel e alla scena torture movie europea e americana low budget.

Poi arrivano i mostri, non si da dove e perchè, ma l’ignoranza qui non inquieta. Sembrano usciti da The Descent ma hanno i denti più lunghi e sono privi di occhi. Chi si aspetta anche in questo frangete un minimo di originalità dovrà cambiare film.

Una Risposta to “La Meute”


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