Hobo with a Shotgun

14/04/2011

La lavorazione ha fatto parlare molto, annunciandosi come un imminente cult. Il passaparola mediatico può ingigantire o minimizzare la portata di una imminente uscita cinematografica ma nel caso di Hobo è stata la passione dei fan e delle riviste dedicate a muovere l’interesse collettivo.

Rutger Hauer è un senzatetto che vive il sogno di un’esistenza tranquilla e non inquinata dal male quotidiano. Giunge in una cittadina senza nome, una specie di Tromaville, in mano a una banda di efferati criminali in cui imperano sadismo e violenza. Hobo decide di farsi carico della situazione e portare un po’ di ordine.
Queste le premesse che possono sembrare ordinarie e già viste: qualcosa che fonde l’exploitation col gusto splatter anni ’80. Subito nella nostra mente si creano immagini di stampo pulp tarantiniano, di pellicole ultra-gore low budget, effetti casercci e umorismo demenziale su supporti scadenti.

Hobo with a Shutgun è tutto questo, nel bene e nel male. Ma, fortunatamente, è anche di più!
Jason Eisener deve essersi accorto, in fase di sceneggiatura, dell’errore commesso da molti colleghi: voler ricreare drammaturgie o estetiche vintage senza aggiungere nulla di nuovo -è sintomatico per esempio nelle ultime produzioni di Rodriguez. Così Eisener plasma il suo Hobo in maniera inaspettata: lo addolcisce, lo rende un personaggio patetico e sognatore, che per gran parte del film appare docile e in balia di eventi più grandi di lui. Sarà per il fortissimo carisma di Rutger Hauer: la caratterizzazione riesce. E riesce bene! Dopo pochi minuti siamo dalla sua parte, in una manciata di secondi passiamo da un momento di forte dolcezza e condivisione a un furibondo sovraccarico di violenza iperrealistica, senza passare per il banale o il melenso. Sul serio, trovo difficile in una pellicola di genere così estrema affiancare elementi tanto chiaroscurali, io stesso non credevo che il film mi avrebbe convinto!

La fotografia è saturatissima e virata sui colori primari, l’acceso cromatismo è dimentico di luci e highlights, privilegia ombre (la quasi totalità dell’immagine) e quei mezzitoni che bastano per definire ambienti e figure. Dark e di fortissimo impatto. Regia e montaggio invece collaborano per arrivare a livelli ineffabili di convulsione orgiastica, mimando gli ingenui movimenti da b-movie con assoluta premeditazione e sicurezza.

Si parlò di cult. E sia: un gioiellino per gli appassionati. Strizza l’occhio al trash, superandolo.

2 Risposte to “Hobo with a Shotgun”


  1. […] caratterizzare le immagini del segmento Alien Slumber Party di Jason Eisener è un senso di terrore ufologico, di minaccia imminente: nulla è filmato direttamente ma […]


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