The Innkeepers

06/07/2013

Ti West ricopre ogni sua produzione di un certo sapere cinefilo. Lo confermò con The House of the Devil, ben costruito tributo alla produzione horror classica, ma non troppo accattivante. The Innkeepers incarna la più classica delle ghost stories, ma riesce a inserire qualche sottigliezza in più. Clare è impiegata insieme a Luke nella gestione gestione di un hotel sull’orlo della chiusura per l’assenza di ospiti. Nel tempo libero i due si occupano della ricerca di attività paranormali all’interno della struttura stessa, infestata, a detta di Luke, dallo spirito di una donna uccisa anni prima. Chiara è da subito la bonaria disonestà di Luke e l’ingenuità della ragazza che, forse a causa della propria introversione, comincia a empatizzare con la solitudine della donna uccisa. Come accade, il soprannaturale invade i vuoti individuali, dove si trova abbastanza spazio per germogliare. Una medium alcolizzata funziona da catalizzatore e le apparizioni di Claire irrompono nel silenzio dell’albergo.

Horror quasi da camera, che vive sulle spalle di tre personaggi, ognuno garante di un’ottima e misurata interpretazione. Il film scade quando paiono doversi palesare delle risposte. La cesura invece è netta, aperta a troppe interpretazioni, nessuna delle quali può, in effetti, regalare la giusta soddisfazione.

The Innkeepers4

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